Lepidottero del melo
Caratteristiche del parassita
La piralide del melo (Hoplocampa testudinea) provoca il precoce deterioramento delle mele. Sverna nel terreno allo stadio di larva matura. In primavera si impupa e le falene adulte si disperdono in stormi durante la fioritura dei meli. Le femmine depongono le uova nei calici dei fiori di melo ormai appassiti (fig. 1). Le larve appena schiuse scavano un cunicolo sotto la buccia del frutto giovane (fig. 2 e 3), sopra il quale, durante la crescita del frutto, la buccia si rompe e dalla ferita si forma una cicatrice a forma di serpente, che di solito ha origine dalla cavità calicina (fig. 4). Questi frutti rimangono sugli alberi fino alla raccolta, ma testimoniano da un lato la presenza della piralide del melo in quel particolare impianto e, dall’altro, l’assenza di interventi contro di essa. Le larve più mature divorano l’interno dei frutti, che cadono prematuramente. La piralide del melo ha una sola generazione all’anno. Danneggia maggiormente le varietà di mele estive e autunnali a fioritura precoce.
Misure di protezione
Considerando il periodo di sciamatura e il luogo di deposizione delle uova, è necessario intervenire contro la tignola del melo subito dopo la fioritura dei meli utilizzando gli organofosfati indicati, che si caratterizzano per la loro azione in profondità. Per monitorare lo sciamare e catturare le piralidi, circa dieci giorni prima della fioritura è possibile appendere nelle chiome dei meli delle piastrine adesive bianche.













