Afide delle foglie di cavolo
Caratteristiche del parassita
L'afide della piantaggine (Dysaphis plantaginea) (Pass.), sin. Sappaphis mali (Ferr.), (Homoptera, Aphididae) – è non solo una delle specie di afidi fogliari più diffuse, ma anche una delle più dannose per i meli. Da noi è presente praticamente in tutte le zone frutticole, soprattutto sui meli e, in misura molto minore, su sorbi, cotogni e prugnoli. Masticando le foglie, l’afide provoca inizialmente un forte arricciamento e una torsione delle stesse, seguiti in seguito dall’ingiallimento e dalla caduta. In primavera forma numerose colonie di individui non solo sulle foglie, ma anche sui giovani germogli, che si arrestano nella crescita e si deformano. I danni più gravi all’albero si manifestano anche sullo sviluppo dei frutti, che non si sviluppano e non maturano.
Il parassita sverna nelle ascelle dei germogli, talvolta anche liberamente sulla corteccia dei ramoscelli, sotto forma di uovo nero, opaco, allungato, lungo circa 1 mm. In primavera, dopo la germogliazione dei meli, da esso si schiude un afide rotondo, lungo 2 – 2,5 mm, di colore variabile (grigio, blu-nero, marrone, rosa, da rosso a nero). Circa 3 settimane dopo, l’afide inizia a partorire le larve. In estate, nella popolazione di afidi iniziano a comparire femmine alate, che volano via dai meli e si spostano sulle piante di farinaccio, dove si nutrono anche delle foglie o delle radici. In autunno, la prole alata ritorna sui meli, dove depone le uova. I danni si manifestano sui meli non sufficientemente concimati o concimati in modo sbilanciato con azoto. Gli alberi risultano indeboliti e producono un raccolto ridotto di frutti.
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