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Oidio del melo

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Caratteristiche della malattia

Oidio del melo L'oidio del melo (Podosphaera leucotricha) è, insieme alla ticchiolatura, la seconda malattia più importante dal punto di vista economico che colpisce i meli. A differenza della scabbia, tuttavia, colpisce principalmente le foglie e i germogli, sui quali forma una fitta patina polverosa. Le foglie infette si arricciano, appassiscono e cadono prematuramente. L'agente patogeno sverna sotto forma di micelio nei germogli fiorali e fogliari dei meli. In primavera da questi germogli spuntano foglie malate o rosette fogliari (la cosiddetta infezione primaria). Se non vengono rimosse dagli alberi, costituiscono la fonte della cosiddetta infezione secondaria delle foglie e dei germogli durante la successiva stagione vegetativa. La diffusione dell’oidio del melo è favorita dal clima caldo e secco nei mesi primaverili, ovvero nel periodo di crescita intensa degli alberi.

Misure di protezione

Si trattano soprattutto le varietà sensibili (ad es. Jonathan, Idared, Gloster, Priesvitné letné, Ontario); la prima irrorazione preventiva va effettuata poco prima della fioritura, la seconda subito dopo la fioritura degli alberi. Ulteriori irrorazioni sono necessarie solo in caso di scarse precipitazioni e temperature elevate. Prima delle irrorazioni si raccomanda di rimuovere dagli alberi le rosette fogliari e le estremità dei germogli infette da oidio. I prodotti Baycor, Clarinet, Discus, Rubigan, Systhane e Vectra sono efficaci anche contro la ticchiolatura.
 

Preparazioni consigliate