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Colture di radici

Le colture a radice sono un gruppo di ortaggi in cui si consuma la parte sotterranea della pianta: la radice, il bulbo o il tubero. Sono ricche di sostanze nutritive, fibre e spesso anche di zuccheri naturali, grazie ai quali occupano un posto importante nella cucina e nell'alimentazione sana.

Tra gli ortaggi a radice più conosciuti vi sono le carote, il prezzemolo, il pastinaca, la barbabietola, il ravanello, il sedano, il rafano e vari tipi di bietola. Ognuno di essi ha le sue specificità di coltivazione, ma la maggior parte richiede terreni profondi, sciolti e ben drenati. Il loro periodo vegetativo varia: alcune maturano rapidamente, altre vengono coltivate fino al tardo autunno e sono adatte alla conservazione a lungo termine. Gli

ortaggi a radice hanno anche un altro significato in giardino: spesso migliorano la struttura del terreno e contribuiscono a renderlo più soffice. Inoltre, sono facili da coltivare, il che le rende colture popolari non solo nei giardini tradizionali, ma anche in quelli biologici. Le
colture a radice in genere preferiscono terreni da leggermente acidi a neutri. La maggior parte di esse cresce bene con un pH compreso tra 6,0 e 7,5, mentre alcune specie sono in grado di adattarsi anche a condizioni leggermente alcaline o più acide.

In che modo il pH influisce sulla crescita delle colture a radice? Un terreno
troppo acido può causare una crescita più debole, deformazioni delle radici e una maggiore suscettibilità alle malattie. Al contrario, in un terreno troppo alcalino, le piante possono assorbire meno alcuni nutrienti, il che si traduce in un ingiallimento delle foglie e in uno sviluppo più debole del bulbo o della radice.