01.06.2024 (Articolo originale: 28.02.2020)
Protezione della vite dai parassiti: una potatura corretta e prodotti scelti con cura sono di grande aiuto
È necessario comprendere le singole varietà di uva e valorizzarle in modo tale da poter godere, nella fase finale, di grappoli succosi e ricchi. Chi coltiva la vite nel proprio vigneto sa bene quanto sia faticoso impedirne l’indebolimento e convogliare gradualmente le sostanze nutritive verso la parte della pianta che produce i grappoli. In questo articolo vi forniamo alcuni consigli su come ridurre al minimo l’impatto dei parassiti esterni sull’uva.

Proprio la potatura invernale della vite è uno degli interventi più importanti per favorirne la crescita e la resa. Il principio di base consiste nel far sì che sul legno vecchio cresca quello biennale e su quello biennale quello annuale. Pertanto, prima di procedere con qualsiasi potatura, ogni viticoltore dovrebbe conoscere a fondo la vite nelle sue singole parti. Per maggiori dettagli sulla potatura della vite, leggete questo articolo.
Video: Potatura della vite all’inizio della primavera
Pulizia, modellatura e riduzione della vite
La pulizia consiste nel tagliare il legno di crescita dell’anno precedente il più vicino possibile al ramo o al ceppo. Il legno di due anni, ormai esaurito, è più scuro ma anche più spesso, per cui è necessario adattare la forza e la scelta degli attrezzi adeguati. È consigliabile utilizzare cesoie da giardino che attutiscano perfettamente gli urti: vi stancherete meno durante il lavoro e, grazie alla lama superiore appositamente temprata, i tagli saranno puliti, lisci e precisi. Durante la potatura, non tralasciare nemmeno le parti secche o malate.

Durante la potatura di formazione, l’obiettivo è ottenere un numero ottimale di grappoli, in modo che non si sottraggano reciprocamente le sostanze nutritive, ma anche che la vite non risulti “vuota”. Sulla vite devono rimanere solo i giovani tralci annuali, che saranno il più distanziati possibile tra loro e a cui lasceremo fino a 10 gemme. Questi giovani tralci sono chiamati tralci portanti. Dopo averli ripuliti dai vecchi viticci, concentratevi sui germogli di riserva annuali, noti come «capetti». Questi costituiscono essenzialmente un’alternativa o una riserva nel caso in cui i tralci principali subiscano danni o malattie.
Germogli di riserva sulla vite
Accorciate i «capicchi» al massimo a 2 gemme. Insieme ai tralci principali, potateli ad almeno 2 cm sopra la gemma, ma sempre con un taglio obliquo. In questo modo garantirete un migliore deflusso dell’acqua piovana dal taglio e anche l’eliminazione di varie sostanze nocive.
Protezione della vite dai parassiti
Ricordiamo che la protezione dai parassiti non deve mirare alla loro completa eliminazione, ma a mantenere il loro impatto al di sotto della soglia di nocività, ovvero di disturbo della flora e della fauna naturali nei vigneti. La protezione concreta della vite deve essere un insieme di misure meccaniche, biologiche, ma anche chimiche.
Attenzione – Quando si utilizzano prodotti chimici per la protezione della vite, controllare regolarmente non solo l’efficacia, ma anche la durata d’uso del prodotto specifico. Non è consigliabile utilizzare lo stesso prodotto più di due volte consecutive. Durante l’intero periodo vegetativo, la vite può essere attaccata dall’acaro della frutta o dall’acaro del luppolo. Ciò provoca l’imbrunimento delle parti verdi, che diventano feltrose e successivamente appassiscono. La protezione può essere garantita sia con acari predatori, sia con un preparato a base di rame, che crea sulla pianta un rivestimento uniformemente distribuito e la protegge anche in caso di condizioni meteorologiche avverse. Parassiti frequenti sono gli afidi, ma anche le farfalle, le cosiddette tignole della vite. Si nutrono di gemme, tralci e foglie. Contro di essi è perfettamente efficace il Neemazal TS, un insetticida naturale non tossico per l’uomo e per gli acari predatori. Se l’infestazione è estesa, ripetere l’applicazione dopo 7 giorni.
La cura della vite si riflette anche nella qualità stessa dell’uva e del vino. Gli esperti raccomandano di non sovraccaricare i vigneti, di non piantarli più di quanto sia necessario. È meglio godersi un raccolto più modesto, ma in compenso più nutriente e sano.






