Micoplasma
In botanica, i micoplasmi sono batteri anaerobi facoltativi caratterizzati dall'assenza di una parete cellulare rigida - la loro struttura cellulare manca di peptidoglicano, il che li rende estremamente adattabili e variabili nella forma (polimorfi). Questa proprietà li rende più resistenti ad alcuni antibiotici (soprattutto quelli che mirano alla sintesi della parete cellulare) e ai cambiamenti meccanici dell'ambiente. Sono tra i più piccoli batteri mai conosciuti e possono sopravvivere sia allo stato libero sia come parassiti.
Sono noti per la loro ampia gamma di ospiti, che comprende piante, animali ed esseri umani. Nell'uomo causano, ad esempio, infezioni genitali, uretriti, cerviciti e forme atipiche di polmonite. La loro resistenza risiede anche nella capacità di sopravvivere in uno stato latente e asintomatico per diverse stagioni, il che complica la diagnosi e il trattamento.
Nelle piante, i micoplasmi sono trasmessi per innesto, ma anche da parassiti, soprattutto cicale, afidi e alcune specie di tripidi. Sono temuti in agricoltura per la loro capacità di provocare gravi alterazioni della crescita, del colore e della resa.
Un esempio tipico è lo stolbur delle patate e dei pomodori, che si manifesta con un restringimento delle foglie, un arricciamento e una decolorazione violacea. Nel caso dei bulbi, provoca una serie di ingiallimenti, mentre nel caso di piante da tavola come mele e pere, porta a una diminuzione dell'allegagione e a una riduzione del vigore degli alberi. Nelle more, l'infezione può portare alla completa deformazione dei frutti.
È importante distinguere i micoplasmi dagli ureaplasmi, con i quali vengono spesso confusi. Sebbene entrambi i gruppi manchino di una parete cellulare, gli ureaplasmi hanno la capacità di scomporre l'urea e necessitano di un elevato contenuto di colesterolo per il loro sviluppo. Gli ureaplasmi sono importanti patogeni nell'uomo, dove causano, ad esempio, malattie infiammatorie pelviche, infezioni del tratto urinario o meningiti.
Nella protezione delle piante, i micoplasmi sono difficili da combattere: come i virus, non esiste un prodotto chimico efficace per ucciderli direttamente. La prevenzione consiste quindi nel controllare la trasmissione attraverso l'innesto, la distruzione dei vettori e l'utilizzo di materiale vegetale sano.
Sono noti per la loro ampia gamma di ospiti, che comprende piante, animali ed esseri umani. Nell'uomo causano, ad esempio, infezioni genitali, uretriti, cerviciti e forme atipiche di polmonite. La loro resistenza risiede anche nella capacità di sopravvivere in uno stato latente e asintomatico per diverse stagioni, il che complica la diagnosi e il trattamento.
Nelle piante, i micoplasmi sono trasmessi per innesto, ma anche da parassiti, soprattutto cicale, afidi e alcune specie di tripidi. Sono temuti in agricoltura per la loro capacità di provocare gravi alterazioni della crescita, del colore e della resa.
Un esempio tipico è lo stolbur delle patate e dei pomodori, che si manifesta con un restringimento delle foglie, un arricciamento e una decolorazione violacea. Nel caso dei bulbi, provoca una serie di ingiallimenti, mentre nel caso di piante da tavola come mele e pere, porta a una diminuzione dell'allegagione e a una riduzione del vigore degli alberi. Nelle more, l'infezione può portare alla completa deformazione dei frutti.
È importante distinguere i micoplasmi dagli ureaplasmi, con i quali vengono spesso confusi. Sebbene entrambi i gruppi manchino di una parete cellulare, gli ureaplasmi hanno la capacità di scomporre l'urea e necessitano di un elevato contenuto di colesterolo per il loro sviluppo. Gli ureaplasmi sono importanti patogeni nell'uomo, dove causano, ad esempio, malattie infiammatorie pelviche, infezioni del tratto urinario o meningiti.
Nella protezione delle piante, i micoplasmi sono difficili da combattere: come i virus, non esiste un prodotto chimico efficace per ucciderli direttamente. La prevenzione consiste quindi nel controllare la trasmissione attraverso l'innesto, la distruzione dei vettori e l'utilizzo di materiale vegetale sano.