21.05.2024 (Articolo originale: 21.03.2022)
Come coltivare, potare e propagare l'oleandro?
Anche voi vi siete lasciati conquistare dai meravigliosi oleandri e volete ricreare nel vostro giardino l’atmosfera delle località balneari estive? Vi spiegheremo come coltivarli nel modo giusto. Sapevate che una potatura corretta può favorirne la fioritura?

Coltivazione del Nerium oleander
Questa pianta ornamentale mediterranea, nelle nostre condizioni climatiche, viene coltivata nella maggior parte dei casi in vaso o in un altro contenitore decorativo e funzionale. In questo modo garantiamo la mobilità della pianta e possiamo trasferirla in un ambiente più caldo durante l’inverno, cosa indispensabile per la sua sopravvivenza nelle nostre condizioni climatiche.
Garantiamo alla pianta piena esposizione al sole, eventualmente in un luogo riparato dalla pioggia e dal vento forte, in modo da proteggere le infiorescenze dell’oleandro. Più sole le garantiamo, più bella e rigogliosa sarà la fioritura.

Concimazione dell’oleandro
Affinché l’oleandro fiorisca rigogliosamente, ha bisogno non solo di sole e acqua a sufficienza, ma anche di un’adeguata alimentazione sotto forma di concime specifico. Concimiamo durante il periodo vegetativo, quando l’intensità della luce solare aumenta, il terreno si riscalda e portiamo gli oleandri all’aperto su terrazze, balconi e giardini.
È possibile iniziare la concimazione già a marzo e proseguire fino a ottobre. La frequenza e la quantità di concime da somministrare dipendono dal tipo di concime utilizzato.
Oleandro: svernamento e letargo
Prima dell’arrivo delle prime gelate, il vostro oleandro dovrebbe essere già stato preparato per l’inverno. Per svernare l’oleandro, scegliete un locale luminoso con una temperatura compresa tra 5 e 10 °C. La temperatura più bassa rallenterà le funzioni della pianta. Proprio per questo, durante il periodo di svernamento, non esagerate con le annaffiature. È sufficiente annaffiare la pianta una o due volte al mese.

Coltivazione dell’oleandro in piena terra
In generale, l’oleandro tollera temperature anche inferiori a zero, fino a -5 °C. Nelle zone meridionali più calde della Slovacchia, alcuni lo coltivano con successo anche in piena terra. Coprendo l’oleandro non favorirai la sua coltivazione in piena terra. Le foglie si ammuffiscono e la pianta spreca molta energia per combattere la malattia, ritardando così la fioritura. Se non potete offrire al vostro oleandro in aiuola un posto più caldo e riparato dal vento durante l’inverno, è meglio non rischiare questa coltivazione. Anche se la radice probabilmente sopravviverà, la parte aerea della pianta si danneggerà a causa del gelo e dovrete aspettare un anno prima che rifiorisca.
L’oleandro e la potatura
Con l’oleandro andateci piano. Non effettuate tagli radicali, a meno che non sia indispensabile. Potreste privare l’oleandro della fioritura, magari anche per diverse stagioni.
Lasciamo all’oleandro un aspetto cespuglioso, che risalterà magnificamente in un vaso. Il segreto per ottenere un oleandro cespuglioso e fiorito sta nella potatura regolare all’inizio della primavera (febbraio – marzo) e in autunno (dopo la fioritura).
Quanto prima e quanto più leggero sarà il taglio effettuato sull’oleandro, tanto più bella sarà la fioritura. Adattate la potatura in modo da creare visivamente un arbusto folto e simmetrico: non è necessario tagliare ogni singolo ramoscello.
Il nostro consiglio
:
l’oleandro (Nerium Oleander) fiorisce su rami di due anni. Tenetelo presente durante la potatura e lasciate i nuovi germogli dell’anno scorso.
Quando potare l’oleandro?
In primavera eliminate i rami vecchi, secchi o con fogliame bruttissimo all’interno dell’oleandro; la loro rimozione porterà luce all’interno della chioma. In autunno eliminate le infiorescenze secche e sfiorite della pianta.
: osservate il ramo che desiderate potare. Tagliate circa ¼ della lunghezza del ramo, che in un oleandro adulto può corrispondere a cinque, al massimo dieci centimetri. In questo modo eviterete una potatura eccessiva dell’oleandro, che potrebbe causare più danni che benefici.

I più audaci possono cimentarsi anche nella potatura ornamentale di questa pianta – ad esempio creando un fusto e una chioma espansa, proprio come si vede nei piccoli alberi coltivati in vaso o nelle varietà nane. È anche possibile acquistare sul mercato un oleandro già modellato in questo modo.
Bello, ma velenoso
L’intera pianta è velenosa. Non bruciate il legno di oleandro e indossate i guanti durante la potatura. Fate attenzione che la linfa velenosa non entri nelle ferite o negli occhi.
Non dimenticate di rinvasare le vostre piantine ogni 2-3 anni e di concimarle regolarmente. Poiché la pianta viene coltivata in vaso, non ha alcuna fonte di apporto di sostanze nutritive. Proprio per questo la concimazione è così importante.
Le malattie non risparmiano gli oleandri
Il clima umido e freddo provoca nell’oleandro malattie gravi e meno gravi, che ne compromettono l’aspetto estetico. Si manifestano soprattutto sulle foglie. Un fenomeno frequente è la muffa grigia sulle foglie dell’oleandro, che si diffonde gradualmente anche ai fiori, pertanto è necessario intervenire immediatamente. Ai primi segni è sufficiente rimuovere le foglie colpite e lavare quelle rimanenti con acqua e sapone. È tuttavia possibile utilizzare anche uno spray antifungino specifico per piante ornamentali, ad esempio il bicarbonato di sodio ecologico Natura. Se la muffa si è diffusa su tutta la pianta e si sono aggiunte anche altre malattie o parassiti (fenomeno frequente), è preferibile potare la pianta in modo più radicale e trattarla accuratamente con un fungicida adeguato.

Oltre alla muffa, sugli oleandri si può verificare la bruciatura, che si manifesta con macchie nere sulle foglie. Si tratta di una malattia più grave, che può distruggere fatalmente la pianta. È pericolosa anche perché spesso si manifesta durante i mesi invernali, quando prestiamo meno attenzione all’oleandro, per cui potremmo trascurare la bruciatura o confonderla con la normale e naturale caduta delle foglie. Proprio come nel caso delle muffe, questa malattia trova condizioni favorevoli nel clima freddo e umido. 
Sebbene l’oleandro sia velenoso, ciò non scoraggia affatto i parassiti. Il più delle volte viene attaccato da afidi di colore arancione intenso. Per combatterli, scegliete i prodotti più efficaci come Mospilan 20 sp o Karate zeon 5 cs. Questi afidi sono molto resistenti, quindi ripetete i trattamenti dopo due settimane.
Come propagare l’oleandro?
Coltivare una nuova pianta di oleandro è davvero semplice. Il metodo più veloce consiste nel far radicare i rami annuali in acqua. Cambiate spesso l’acqua e, nella scelta dei rami, optate per quelli che non stanno per fiorire. Il secondo metodo, più complesso, consiste nel coltivare la pianta partendo dai semi. Li troverete nei "bastoncini" allungati che si formano dopo la fioritura.





