01.11.2025 (Articolo originale: 02.02.2020)
L'ingiallimento e altre malattie comuni dei cipressi
Una caratteristica distintiva dei cipressi nani è rappresentata dai loro aghi fitti, di varie forme, dimensioni e colori – dal verde chiaro al blu argenteo. Creano bellissimi filari di alberi e siepi, mentre le varietà più basse o nane abbelliscono giardini ornamentali e giardini rocciosi. I cipressini hanno un profumo gradevole, che si intensifica quanto più sono sani e ben nutriti. Come curarli al meglio per prevenire le malattie più comuni, come l’ingiallimento?

Cosa sono i cipressini?
La stessa comprensione dei cipressetti è spesso resa difficile dal fatto che la maggior parte di essi cresce originariamente in aree isolate, in numero limitato. Da noi vengono utilizzate come attraenti solitari colonnari delle varietà di cipresso di Lawson, a foglia ottusa o a pisello. Queste raggiungono un’altezza di 2 m. Sono resistenti al gelo (da -10 a -15 °C), ma non per molto tempo, e sopportano con maggiore difficoltà il sole diretto e il vento.
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Ancor prima che si verifichi qualsiasi problema nella coltivazione, è necessario tenere conto delle condizioni attuali di piantagione. Infatti, i cipressini in una siepe possono crescere molto in 2 o 3 anni, sottraendosi così a vicenda le sostanze nutritive.
1. Distanza insufficiente
Assicuratevi di lasciare una distanza sufficiente tra i cipressini e il terreno circostante, ma anche tra le conifere stesse. Uno spazio ampio per la piantumazione e la minima presenza di erbacce influiscono notevolmente sul loro sano sviluppo.
IL NOSTRO CONSIGLIO - Si consiglia di utilizzare estraitori telescopici regolabili con meccanismo di sgancio, senza ricorrere a prodotti chimici. Al momento del primo trapianto, scavate una buca per tutta la lunghezza e piantate a una profondità tale che l’apparato radicale si trovi a livello del terreno.
Il substrato più nutriente per i cipressini è composto da terra, torba e sabbia in parti uguali. Anche alle varietà ornamentali garantite almeno una distanza minima l’una dall’altra. Potatele regolarmente, senza però tagliarle eccessivamente. In questo modo ne favorirete la compattezza e una crescita sana e rigogliosa.
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2. L’ingiallimento e il progressivo imbrunimento come fase naturale dello sviluppo
Poiché, a causa della maggiore crescita e densità, consumano molte più sostanze nutritive, hanno bisogno anche di più luce naturale e aria. I processi di fotosintesi, tuttavia, avvengono solo nelle parti nutrite, mentre le altre, a causa di questa carenza, ingialliscono gradualmente. È possibile rivitalizzarle leggermente, ad esempio con una potatura molto accurata.
Ingiallimento delle conifere
L'ingiallimento delle conifere si manifesta tipicamente con l'ingiallimento e l'imbrunimento degli aghi, il progressivo diradamento della chioma e il deterioramento della vitalità. Le cause possono essere fattori abiotici come la mancanza di umidità, lo stress, i danni all’apparato radicale, l’alcalinizzazione del terreno, oppure fattori biotici come malattie fungine, parassiti o carenze di oligoelementi (ad es. ferro, magnesio).
Misure di protezione
La prevenzione dell’ingiallimento delle conifere consiste nella scelta corretta delle specie adatte al sito, nel mantenimento di un’umidità uniforme del terreno, nella concimazione con oligoelementi in base all’analisi del terreno e nella garanzia di un buon drenaggio. In caso di ingiallimento massiccio e rapido, è indispensabile una diagnosi specialistica per verificare la presenza di funghi o di carenze fisiologiche e il successivo trattamento mirato con fungicidi o micronutrienti fogliari. Prestare sempre attenzione alla protezione delle radici ed evitare interventi stressanti durante i periodi di siccità.
3. Sistema di irrigazione inadeguato
La causa più frequente è l’eccessiva siccità estiva, l’esposizione diretta al sole delle conifere e la mancanza o l’errata fornitura d’acqua. Innaffiate i cipressi con cautela; dopo la messa a dimora, controllate l’umidità del terreno fino a quando non si saranno radicati.
Hanno bisogno di annaffiature regolari anche durante l’inverno. In questo periodo, però, l’acqua ha molte più difficoltà a raggiungere le radici.
Il nostro consiglio: per le operazioni di zappatura più impegnative, utilizzate un set di attrezzi pratici e funzionali per le attività all’aperto. In questo modo sarà molto più facile zappare intorno al tronco robusto dei cipressini.
4. Carenza di nutrienti
Nella coltivazione delle conifere è particolarmente diffuso il fenomeno dell’arrugginimento degli alberi. Le loro parti verdi, a causa della carenza di magnesio e di altri minerali, assumono una colorazione specifica (ai margini o su una superficie più ampia). Un prodotto adatto è un concime NPK multicomponente con zolfo e magnesio. La combinazione di questi componenti influisce positivamente sui processi di fotosintesi. Le conifere acquisiscono così maggiore resistenza nei loro tessuti. Un secondo consiglio è una miscela di sale amaro e boro per limitare i processi di marciume. Agisce immediatamente se spruzzata direttamente sulle parti colpite.
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5. (Ri)concimazione dei cipressini
Contemporaneamente alla messa a dimora, sconsigliamo di somministrare concimi artificiali ai cipressini. L’ideale è farlo da 4 a 6 settimane dopo la messa a dimora oppure attendere la stagione successiva. È importante favorire la maturazione dei tessuti prima dell’inverno utilizzando fertilizzanti con un contenuto più elevato di potassio e fosforo. In questo modo manterranno una buona condizione anche durante le gelate più intense.
6. Esigenze di cura diverse durante l’inverno
In inverno, i cipressini tendono a seccarsi a causa dello scarso rifornimento idrico nel terreno. È necessario tenerne conto anche dopo il primo disgelo e soprattutto in presenza di vento.
Proteggete i cipressini nelle siepi dall’effetto del sale antigelo sparso sulle strade. Anche un forte riscaldamento seguito da un gelo intenso può causare l’essiccamento. Potate i ramoscelli ingialliti.
Proteggete i cipressi in vaso dal gelo con uno strato isolante di iuta, paglia o fieno. In questo modo proteggerete l’apparato radicale.
Il nostro consiglio: potete utilizzare copri-vasi termoisolanti. Attenzione però a non utilizzarli in luoghi dove potrebbero inumidirsi o bagnarsi, poiché ciò accelererebbe i processi di marcescenza.
7. Infestazioni da parassiti
Le larve delle farfalle rappresentano un rischio maggiore, poiché danneggiano la barriera esterna delle piante, favorendone l’essiccamento. Come misura preventiva adeguata, utilizzate quindi un insetticida da spruzzare per proteggere le piante dagli insetti. L’efficacia di questi prodotti dipende anche dalla copertura delle parti danneggiate, non solo dalla loro resistenza agli agenti esterni (ad es. il dilavamento da parte dell’acqua piovana).

Altre malattie e parassiti comuni dei cipressi nani
Nonostante la loro resistenza e la facilità di coltivazione, i cipressini spesso soccombono a varie malattie gravi. Una di queste è il progressivo imbrunimento e marciume del colletto. Nello stadio più avanzato si verifica la completa decomposizione della radice. È importante evitare di piantare i cipressi in luoghi con scarso drenaggio. Evitate in particolare i terreni umidi al momento della piantagione.
I cipressi sono molto sensibili all’azione delle spore fungine, che possono portare al deperimento dei germogli. Ciò si verifica prevalentemente in inverno, pertanto è molto importante effettuare la potatura autunnale in modo corretto e tempestivo.
Un parassita frequente è l’acaro con la sua caratteristica ragnatela grigia. Altrettanto dannosa è l’azione della minatrice del tuia, riconoscibile dalle tre strisce distintive sulle ali. La cattura risulterà più efficace utilizzando piastre adesive gialle, verso le quali questi insetti sono attratti dal tipico colore dei fiori. È pericoloso anche il coleottero del tuia, che costruisce letteralmente piccoli cunicoli nei ramoscelli. Questo provoca la morte graduale della conifera.
Sia gli alberi di cipresso più vecchi che quelli giovani e indeboliti richiedono cure particolarmente specifiche. Non bisogna sottovalutare alcun cambiamento evidente, ma intervenire immediatamente.
La differenza tra il tuia e il cipresso
Entrambe le piante vengono solitamente piantate come siepi. Se le condizioni sono favorevoli, crescono all’incirca alla stessa velocità. Raggiungono all’incirca la stessa altezza. Le varietà di tuia Smaragd, Columna e la tuia di Mlynany hanno un portamento più stretto rispetto ai cipressi nani, quindi occupano meno spazio quando si pianta una siepe. In generale, i giardinieri hanno esperienze migliori con la piantumazione dei tuia rispetto ai cipressi nani, soprattutto per quanto riguarda la piantumazione di piante con zolla. Quando si piantano i cipressi nani (soprattutto le varietà Van Pelts Blue e Columnaris) con zolle di terra, la probabilità di moria è maggiore.






