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Trattamento delle sementi

La inoculazione dei semi è una tecnica agricola e orticolturale in cui i semi vengono trattati, prima della semina, con un preparato speciale – solitamente si tratta di batteri del genere Rhizobium. Questi aiutano le piante, in particolare i legumi, a fissare meglio l’azoto presente nell’aria, favorendone così la crescita e la salute. Tuttavia, tale “inoculazione” ha in comune con la classica vaccinazione medica solo il nome: in questo caso si tratta dell’applicazione di microrganismi benefici direttamente sui semi, che successivamente li trasferiscono nel terreno.

Come funziona
l’inoculazione dei semi Dopo l’applicazione del preparato inoculante (spesso sotto forma di polvere o gel) sui semi, i batteri si attaccano alla loro superficie. Dopo la semina, questi raggiungono il terreno, dove si fanno strada verso la piantina in fase di germinazione e formano sulle sue radici i cosiddetti noduli. All’interno di questi vivono in simbiosi con la pianta e trasformano l’azoto atmosferico in una forma che la pianta è in grado di assorbire come nutriente. I semi più comunemente inoculati sono quelli di piselli, fagioli, lenticchie, soia, fava e legumi da foraggio. Nel caso in cui coltiviate queste colture in un luogo dove prima non crescevano, oppure abbiate un terreno povero di microrganismi, l’inoculazione può essere molto vantaggiosa.

Quando e come inoculare i semi
L’inoculazione va effettuata poco prima della semina. Il prodotto va mescolato con acqua e utilizzato per rivestire i semi, oppure si utilizza una polvere secca da mescolare con i semi asciutti. È importante seminare i semi inoculati il prima possibile dopo l’applicazione, idealmente entro poche ore. I batteri sono organismi viventi e, senza contatto con il terreno, iniziano a morire abbastanza rapidamente. Questo metodo ha diversi effetti positivi: favorisce la crescita e la resa, riduce la necessità di fertilizzanti azotati e migliora la qualità del terreno. A lungo termine, si tratta di un approccio più ecologico ed economico alla coltivazione delle colture, in particolare dei legumi.

L’inoculazione dei semi ha senso anche in un orto di piccole dimensioni?
Certamente sì. Soprattutto se coltivate legumi in luoghi dove prima non crescevano, o se volete migliorare la fertilità del terreno senza ricorrere a concimazioni inutili. In commercio si trovano preparati specifici per l’inoculazione, adatti a particolari specie di piante. Oggi sono disponibili anche in confezioni per piccoli consumatori, quindi anche un semplice appassionato di giardinaggio può cavarsela facilmente.

Procedura di inoculazione dei semi di
pisello Il pisello è un tipico legume che, grazie all’inoculazione, è in grado di formare sulle radici dei noduli contenenti batteri azotofissatori, il che gli garantisce una crescita migliore, vitalità e un raccolto più abbondante – il tutto senza concimazioni superflue.

Cosa vi servirà per l’inoculazione dei piselli?
Sul mercato sono comunemente disponibili preparati per l’inoculazione che contengono batteri vivi Rhizobium leguminosarum specifici per i piselli. Li troverete con denominazioni quali Rhizobium, Nitragin o LegumeFix Peas. Sono in vendita sia sotto forma di polvere secca che di sospensione liquida.

Oltre al preparato, procuratevi anche:
semi secchi di piselli
una ciotola o un secchio per mescolare
un po’ d’acqua pulita (se lavorate con la polvere)
guanti in lattice (facoltativi)

Procedura di inoculazione dei piselli prima della semina
1. Preparazione dei
semi I semi non devono essere trattati chimicamente né bagnati. Devono essere asciutti, puliti e, idealmente, freschi (non più vecchi di 2–3 anni).

2. Preparazione del prodotto
inoculante Se si utilizza un inoculante in polvere, mescolarlo con una piccola quantità d’acqua secondo le indicazioni riportate sulla confezione. Si otterrà una miscela pastosa in cui “immergere” i semi. Se avete un preparato liquido, spruzzatelo direttamente sui semi o versatelo sopra.

3. Trattamento dei semi
In una ciotola o in un secchio mescolate i semi con il preparato in modo che ogni chicco ne sia ricoperto. Potete mescolare con un cucchiaio o con le mani (indossando dei guanti). Ci vogliono solo pochi minuti.

4. Lasciate asciugare
brevemente Distribuite i semi trattati in uno strato sottile su carta o su un tappetino e lasciateli asciugare per qualche minuto. Non esporli però alla luce diretta del sole!

5. Semina senza inutili ritardi
Cercate di seminare i semi trattati entro 4 – 6 ore. I batteri vivi non sopravvivono a lungo fuori dal terreno e, se aspettaste fino al giorno successivo, l’inoculazione perderebbe efficacia.

Suggerimento: l’inoculazione funziona meglio nel terreno
umido. È preferibile seminare i piselli in un terreno che abbia almeno un minimo di umidità – né in terra secca come polvere, né in terreno fradicio. Idealmente, dopo la semina innaffiate leggermente. Leggete il nostro articolo sulla coltivazione dei piselli, in cui abbiamo anche valutato se valga la pena seminare varietà sconosciute di piselli dolci. Leggete le nostre considerazioni soggettive.