24.10.2026
I fori sui pomodori sono opera della piogga del pomodoro
Sui pomodori compaiono grandi fori, i frutti sono solcati da gallerie e iniziano a marcire. Nessuno vorrebbe più mangiare un raccolto del genere. Spesso la causa del danno è la tignola del pomodoro, una piccola farfalla le cui larve si insinuano sia nei frutti che nelle foglie. I danni maggiori si verificano alla fine della stagione, quando si è moltiplicata durante l’estate. Vi mostreremo come riconoscerla, come prevenirla e cosa fare se dovesse già comparire nel vostro orto.
Cos’è la psota del pomodoro
La psota del pomodoro (Tuta absoluta, sinonimo Phthorimaea absoluta) è una farfalla notturna poco appariscente, lunga circa un centimetro. Durante il giorno si nasconde tra le foglie, quindi è quasi impossibile notarla. La falena in sé non danneggia le piante. Il problema sono i suoi bruchi, che si insinuano nelle foglie, nei gambi e nei frutti.
Predilige le solanacee, ovvero pomodori, melanzane e patate. Nelle patate attacca solo le foglie, senza danneggiare i tuberi. Talvolta compare anche su spinaci, barbabietole, zucche, erba medica o fagioli. È in grado di attaccare i pomodori in qualsiasi fase di crescita, dalla piccola piantina alla pianta adulta.
Perché compare nella seconda metà della stagione
La psota è termofila e, nelle nostre condizioni climatiche, non sverna all’aperto. I danni maggiori li provoca quindi nelle serre e nelle serre fredde. Di solito arriva nell’aiuola con piantine infette o dalle serre vicine. La femmina depone circa 200 uova nel corso della sua vita, per lo più sulla pagina inferiore delle foglie, e al caldo la psota si riproduce rapidamente. Mentre all’inizio dell’estate sulle foglie si notano solo pochi tunnel, alla fine dell’estate e in autunno gran parte dell’aiuola può risultare infestata.

Come riconoscere un'infestazione
Il primo segno sono le mine, ovvero dei tunnel chiari nelle foglie. Il bruco divora solo l’interno della foglia, lasciando intatta la cuticola superficiale; per questo il tunnel sembra una finestrella trasparente. Le mine sono irregolari e col tempo diventano marroni e si seccano. Spesso al loro interno o nelle vicinanze si notano granelli neri di escrementi. I bruchi sono inizialmente color crema con la testa scura, poi diventano verdastri fino a diventare rosa chiaro.
La psota attacca i frutti non appena compaiono sulla pianta. Il bruco scava dei tunnel al loro interno, attraverso i quali penetrano funghi e batteri, e il frutto inizia a marcire. Durante il controllo, osservate quindi la parte inferiore delle foglie, le punte dei germogli e i frutti, ispezionando le piante almeno una volta alla settimana.
La prevenzione inizia dalle piantine
Poiché la psota si introduce nel giardino soprattutto attraverso le piante, ispezionate accuratamente le piantine prima di trapiantarle, in particolare la parte inferiore delle foglie. Prima di piantare, rimuovete dall’aiuola e dalla serra tutti i resti vegetali della stagione precedente. È utile anche rimuovere regolarmente le erbacce della famiglia delle solanacee, sulle quali la psota può sopravvivere. Nella serra e nel tunnel di plastica, coprite le aperture di ventilazione con una rete anti-insetti.
Cosa fare se si riscontra la presenza della psota
Strappate immediatamente le foglie con le mine e i frutti danneggiati e gettateli nei rifiuti misti oppure bruciateli. Non metteteli né nel compost né nell’aiuola, poiché i bruchi completerebbero lì il loro sviluppo.
Alla fine della stagione è bene aiutare le piante affinché i frutti maturino il prima possibile. Le mine riducono la superficie fogliare che nutre i frutti e una pianta indebolita matura più lentamente. Se si pota la punta e si rimuovono i frutti più piccoli che non riusciranno a maturare, la falena avrà meno spazio sulla pianta per deporre le uova. I frutti più grandi, che iniziano a cambiare colore, potete raccoglierli prima e lasciarli maturare in casa, dove i bruchi non potranno raggiungerli.

Dopo l’ultima raccolta, estirpate le piante e portatele via dall’aiuola. A fine stagione, pulite accuratamente la serra per evitare di trasportare il parassita all’anno successivo.
Protezione biologica e chimica contro la tignola
Se si desidera ricorrere a un prodotto, la scelta più delicata è Lepinox Plus. Contiene il batterio Bacillus thuringiensis, che agisce solo sui bruchi delle farfalle. Il bruco deve ingerirlo, quindi effettuate l’irrorazione il prima possibile dopo aver notato le prime mine fresche. Se si trova in profondità nella foglia o nel frutto, l’irrorazione non sarà più altrettanto efficace.
Tra i prodotti chimici, per i giardinieri è autorizzato Sanium Ultra AL, una soluzione pronta all’uso contro i parassiti succhiatori e masticatori. Per tutti i prodotti, attenetevi alle indicazioni riportate sull’etichetta e rispettate il periodo di sicurezza prima della raccolta.
Domande frequenti
Come riconosco la piralide del pomodoro?
Dai piccoli tunnel chiari e irregolari nelle foglie, in cui si trova spesso la cacca nera. I bruchi danneggiano anche i gambi e i frutti, che poi marciscono.
Quando è più diffusa la falena del pomodoro?
Alla fine dell’estate e in autunno, quando si è moltiplicata nel corso della stagione. Tuttavia, provoca i danni maggiori nelle serre e nei tunnel.
Il parassita sverna in giardino?
All’aperto, nelle nostre condizioni climatiche, non sverna. Entra in giardino soprattutto con piantine infestate o dalle serre, ecco perché il controllo delle piantine è così importante.
La psota attacca anche le patate?
Sì, ma solo le foglie. Non danneggia i tuberi. Oltre ai pomodori e alle patate, attacca anche le melanzane e, occasionalmente, gli spinaci, le barbabietole, le zucche, l’erba medica o i fagioli.
Cosa fare con le piante a fine stagione?
Estraetele, portatele via dall’aiuola e non compostatele. Pulite accuratamente la serra o il tunnel di plastica.
Fonte foto: redazione




