08.12.2023 (Articolo originale: 24.06.2023)
Perché il prugno non produce frutti? Consigli e suggerimenti da giardinieri esperti
Lo sapete bene: il giardino è in piena fioritura, ma quando arriva il momento della maturazione dei frutti, alcuni alberi semplicemente non producono frutti. Questo problema può verificarsi anche con le prugne: quali potrebbero essere le cause più comuni?
Mancanza di impollinatori
Un problema molto comune è un impollinatore inadeguato o del tutto assente. Alcune varietà di prugne sono autoimpollinanti, ma altre hanno bisogno dell’aiuto degli insetti.
Una soluzione potrebbe essere, ad esempio, l’introduzione di una colonia di api nel vostro giardino, ma non dimenticate che anche le api stesse, in questo caso, richiedono una certa cura.
Valutate l’uso di prodotti chimici nelle vicinanze del prugno e, in generale, nel vostro giardino: se ne utilizzate una quantità eccessiva su aree estese, potreste aver semplicemente sterminato gli insetti impollinatori.

Potatura errata del susino
L’ombreggiamento della chioma o una differenziazione errata dei boccioli fiorali durante il periodo vegetativo possono essere il primo problema che si presenta in caso di potatura eseguita in modo errato. Una chioma poco arieggiata o la presenza di un numero eccessivo di rami superflui possono indebolire l’albero, riducendone la produttività al minimo.
È inoltre importante rispettare il periodo corretto per la potatura del susino – in inverno o dopo la raccolta dei frutti – affinché l’albero potato abbia il tempo di riprendersi e prepararsi alla nuova stagione.
Come potare correttamente il susino
Un giovane susino, dopo la messa a dimora, cresce e si sviluppa molto rapidamente, pertanto la prima potatura è fondamentale. Lasciate nella chioma 3-5 rami portanti, che taglierete allo stesso livello. Lasciare sporgere il terminale di circa 15–20 cm e, durante la stagione, cimare regolarmente i rami concorrenziali.
L’anno successivo è sufficiente modellare i rami portanti con una potatura leggera; accorciamo i germogli laterali solo se superano il ramo madre e, sui rami portanti, formiamo a intervalli regolari rami semi-portanti. È ovvio che bisogna rimuovere i rami deboli, spezzati e malati. Dopo aver formato il primo piano, possiamo creare il secondo, con almeno 4 ramoscelli adatti – e ad almeno ¾ di metro sopra il primo piano!
Un taglio importante è la potatura di mantenimento: serve a rendere più luminosa la chioma diradando i ramoscelli che la rendono troppo fitta e rimuovendo i germogli concorrenti.

Albero indebolito da malattie o parassiti
Una delle cause più frequenti può essere un forte indebolimento dell’albero dovuto all’attacco di parassiti o malattie. In questo caso, la prevenzione tempestiva e la rimozione regolare dei parassiti tramite irrorazione delle prugne rivestono un ruolo fondamentale. Tra i parassiti e le malattie più comuni del prugno figurano:
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maculatura rossa delle foglie: una malattia fungina che infetta le foglie giovani, sulle quali, circa 6 settimane dopo l’infezione, iniziano a comparire macchie convesse di colore da arancione a rosso-marrone. Non esiste ancora una cura per questa malattia, pertanto è necessaria la prevenzione: applicazione di preparati a base di rame, ad esempio Kuprikol, prima della fioritura e, subito dopo la fioritura, ad esempio irrorazione con Dithane.
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Sharka delle prugne: pericolosa malattia virale che colpisce le prugne e altre drupacee; si manifesta con macchie di colore verde chiaro o giallo-verde; i frutti presentano ammaccature, assumono una colorazione bruno-arancio e sono insipidi. La soluzione consiste nell’eliminazione
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delle parti malate degli alberi o degli alberi interi e l’eliminazione del vettore di questa malattia: gli afidi.
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Acaro della frutta: questo parassita si riconosce dalle uova rosse presenti sui boccioli e, in seguito, dalle larve arancioni. Danneggia la pianta succhiandone la linfa; sulle foglie si possono trovare macchie di colore da giallo a giallo-marrone. Una soluzione adeguata è
l’applicazione dello spray Ortus 5 SC. -
Afidi: il parassita più noto e diffuso, che succhia la linfa delle piante e attira altri parassiti. Inoltre, spesso trasmettono anche malattie virali. Una soluzione efficace è l’uso di un prodotto da spruzzo, ad esempio: Biool, Careo Ultra o piastrine adesive… fortunatamente oggi sul mercato ci sono già molte soluzioni per eliminare gli afidi!
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tignola della prugna: provoca la presenza di vermi nelle prugne – frutti in fase di maturazione che sono sensibili al marciume moniliale. Un insetticida adatto è Mospilan 20 sp o Spintor.
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Appassimento da moniliosi: malattia fungina che si diffonde soprattutto durante le giornate fredde e umide nel periodo della fioritura, riuscendo a svernare nelle cosiddette “mummie da moniliosi”, che in primavera rilasciano una grande quantità di spore. La soluzione consiste nella rimozione e nell’incenerimento delle parti infette degli alberi e nell’irrorazione con Magnicur Quick.
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Imbrunimento delle foglie: malattia fungina che provoca l’imbrunimento e l’appassimento delle foglie. Colpisce foglie, germogli e frutti; l’irrorazione va effettuata a titolo preventivo, circa una settimana dopo la fioritura, utilizzando Horizon 250 EW.

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Maculatura fogliare: malattia fungina che provoca la comparsa di macchie marroni sulle foglie, che in seguito cadono dalla lamina fogliare. Un sintomo concomitante è la presenza di macchie sui frutti e di secrezione viscida. I prodotti più indicati sono gli spray a base di rame.
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ruggine delle prugne: questa malattia si manifesta con macchie di colore arancione-ruggine sulla superficie delle foglie. La malattia può manifestarsi anche sui frutti e sui rami e, se non viene eliminata in modo adeguato, può trasformarsi in un’epidemia. La soluzione consiste nell’irrorazione con il prodotto Horizon 250 EW e nella rimozione accurata delle parti malate dell’albero e delle foglie cadute.

Gelate tardive e esposizione al vento
In caso di gelate tardive, che occasionalmente si verificano nelle nostre zone, è possibile che i giovani germogli del susino si siano congelati e siano morti. Questo fenomeno può essere prevenuto solo mediante un riscaldamento specifico dell’albero – questa tecnica è utilizzata soprattutto dai coltivatori professionisti nei frutteti, poiché il suo impiego nel “giardino di casa” risulta piuttosto costoso dal punto di vista economico.
Un secondo motivo potrebbe essere l’esposizione al vento, poiché il vento può seccare i giovani fiori del susino e causarne la morte. La soluzione consiste nel creare un riparo dal vento oppure, se avete un albero ancora giovane con un apparato radicale non troppo esteso, valutare la possibilità di trapiantarlo in una posizione meno esposta al vento.
Speriamo che i nostri consigli vi aiutino a ottenere un ricco raccolto di prugne dolci già in questa stagione. In bocca al lupo!










