03.04.2020 (Articolo originale: 02.04.2020)
Come sbarazzarsi definitivamente del parassita del melo ornamentale?

La primavera in giardino è una delizia per tutti i nostri sensi. Il prato, le piante ornamentali, ma anche gli alberi da frutto si risvegliano dopo il letargo vegetativo, il che rappresenta una sfida per tutti gli appassionati di giardinaggio che desiderano aiutarli a rigenerarsi. I lavori primaverili in giardino richiedono anche un attento monitoraggio e, se necessario, l’eliminazione dei parassiti svernanti presenti su diverse piante. Finora, ad esempio, potreste non aver mai sentito parlare del parassita diffuso delle pomacee, il punteruolo del melo (Anthonomus pomorum), ma la situazione potrebbe cambiare radicalmente in questa stagione. Qual è quindi il modo più efficace per proteggere gli alberi da frutto da questo parassita?
È noto che il coleottero dei fiori del melo (Anthonomus pomorum) provoca un antiestetico imbrunimento e il progressivo appassimento dei boccioli. Sebbene questo parassita non superi i 4,5 mm di lunghezza, la sua attività primaverile può causare una riduzione della resa dei meli. La primavera più fredda costituisce il suo “terreno fertile”, consentendo alle femmine di deporre le uova in modo più intenso sui boccioli non ancora sviluppati.
Dopo la schiusa delle larve, queste divorano l’interno del bocciolo. I boccioli non si aprono, si seccano e assumono la tipica forma semisferica.
Dopo che la larva si è impupata, in brevissimo tempo emerge l’insetto adulto, che si nutre di foglie e frutti. All’inizio dell’autunno si nasconde tra le foglie o nella corteccia dell’albero e lì attende fino a quando le temperature non superano nuovamente i 10 °C. Per ulteriori informazioni sulle caratteristiche di questo parassita e sul suo ciclo vitale, consultate il nostro Catalogo delle malattie e dei parassiti.
Misure preventive
La prima regola è eseguire al meglio i lavori di pulizia autunnali e di inizio primavera. Prima di preparare il giardino per l’inverno, assicuratevi di rastrellare accuratamente le foglie, dove questo parassita si nasconde più spesso.
Non avrete alcun problema nemmeno nei giardini più estesi se utilizzerete rastrelli extra larghi con un nuovo manico rigido in alluminio. La lama dovrebbe essere larga almeno 65 cm e, per una maggiore efficacia, scegliete un modello con almeno 27 “denti” piatti. In questo modo ridurrete il rischio che le foglie rastrellate scivolino via.
in seguito potrete riutilizzare efficacemente le foglie per produrre il vostro compost
in giardino. Naturalmente, mantenendo un rapporto ottimale tra sostanze azotate e carboniche
. Vi abbiamo già illustrato altri principi importanti relativi al compostaggio in questo blog
. Per quanto riguarda il melo in fiore, prestate particolare attenzione all’uso dei fertilizzanti azotati
. Questi favoriscono notevolmente la crescita di giovani germogli verdi, che risultano molto attraenti per i parassiti.
Prima ancora di ricorrere a vari insetticidi e acaricidi contro gli insetti masticatori e succhiatori, proteggete i meli con un concime fogliare ricco di potassio, che è adatto anche come concime da incorporare nel terreno.
Contro questi parassiti è efficace anche il solfato di calcio, ma la sua applicazione è leggermente più complessa. Non è consigliabile utilizzarlo su terreni leggeri e sabbiosi e in zone con elevata piovosità, poiché ciò aumenta il rischio di dilavamento dei principi attivi.

Altri consigli pratici
Se ci si concentra esclusivamente sulla protezione dei meli dai coleotteri, non bisogna dimenticare la rimozione meccanica della vecchia corteccia. È importante effettuare questa pulizia già in inverno, poiché sotto l’effetto del gelo la corteccia si staccherà, creando così condizioni favorevoli allo svernamento di vari parassiti.
Si tratta inoltre di uno dei più antichi metodi meccanici di lotta contro la tignola del melo, seguito dal trattamento dei tronchi con vernice bianca. Ciò riduceva al minimo l’impatto dei raggi solari sulle parti screpolate del tronco e un ulteriore deterioramento.
Per rimuovere la vecchia corteccia è sufficiente utilizzare un raschietto o una spazzola metallica, ma procedete molto lentamente. Controllate di non aver raschiato via la corteccia giovane. Disinfettate ogni punto danneggiato con un balsamo adatto per i tronchi da frutto, stendendo sotto di esso un telo bianco.

Misure chimiche
Nella scelta dei prodotti chimici contro i parassiti svernanti, prestate attenzione non solo alla percentuale di principio attivo insetticida, ma anche a quella di olio. In questo modo ne renderete più efficace l’azione sull’apparato motorio e respiratorio dei singoli parassiti. Con un’adeguata combinazione di principi attivi potrete favorire la formazione di una pellicola continua sulla superficie degli alberi, che impedisce alle femmine di deporre ulteriori uova.
Il trattamento chimico va effettuato solo dopo la comparsa dei boccioli di colore rosa chiaro e deve essere completato poco prima della fioritura dei meli. La temperatura dell’aria dovrebbe aggirarsi intorno ai 15 °C, in modo da stimolare al massimo l’attività dei parassiti e moltiplicarne così l’effetto distruttivo. Questi e altri trattamenti pre-primaverili sugli alberi da frutto vanno effettuati in assenza di vento e riducendo al minimo il contatto con l’acqua. Potete trovare ulteriori consigli sulle irrorazioni degli alberi da frutto già in questo blog, oppure approfondire le vostre conoscenze grazie al seguente video.
Un consiglio per concludere
Molti giardinieri confondono erroneamente le caratteristiche, le modalità e l’intensità dei danni causati dai parassiti degli alberi da frutto tra il melo e il pero. Le larve della tignola del pero si schiudono nel tardo autunno e durante l’inverno. La larva si impupa all’interno del bocciolo. Dopo la schiusa, il coleottero adulto rosicchia un foro per uscire e continua a nutrirsi di foglie e germogli dei peri.
Poiché le femmine depongono le uova all’incirca dalla fine dell’autunno, si consiglia di utilizzare un prodotto preventivo con un’efficacia significativa anche contro altri parassiti del pero. Secondo molti esperti, la tignola del pero è più pericolosa, poiché scava gallerie più profonde e lascia letteralmente una scia di distruzione sugli alberi.
Ciò non significa però affatto che si debba trascurare qualsiasi lavoro in giardino: è necessario proteggere tutte le piante da frutto dai parassiti in modo continuativo e durante tutto l’anno.









