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Peperone

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Malattie e parassiti
Il colpo di sole delle verdure
I danni alle colture orticole causati da una forte irradiazione solare si verificano più spesso in caso di improvviso cambiamento delle condizioni meteorologiche, quando, dopo alcuni giorni di tempo nuvoloso o piovoso, la temperatura si riscalda improvvisamente e l’intensità della radiazione solare aumenta notevolmente. Tra gli ortaggi, l’insolazione colpisce più frequentemente i peperoni e i pomodori, soprattutto dopo il trapianto delle piantine nella loro sede definitiva. Queste piantine sono state pre-coltivate in serra o sui davanzali delle finestre, dove non erano esposte alla luce diretta del sole. Se inoltre sono cresciute in una piantagione fitta, oltre alle foglie possono essere danneggiati anche i loro steli, che sul lato esposto al sole diventano bianchi, si induriscono e si spezzano facilmente. Anche i frutti dei pomodori sono spesso danneggiati dal colpo di sole. Sono particolarmente a rischio quei frutti che sono rimasti esposti dopo la rimozione dei germogli ascellari.
Peperoni Stolbur
L'agente patogeno dello stolbur appartiene alla categoria dei fitoplasmi, indicati nella letteratura scientifica più datata con il nome di micoplasmi. Si tratta di microrganismi che costituiscono una via di mezzo tra virus e batteri. In natura, lo stolbur viene diffuso da diverse specie di cicaline, in particolare dalla cicalina portatrice del virus (Hyalesthes obsoletus). Si tratta di una specie termofila, la cui pianta ospite principale è il cardo selvatico. Nelle annate calde, nei mesi estivi, questa specie si moltiplica eccessivamente e si sposta sulle colture agricole. Oltre ai peperoni, sono colpiti anche pomodori, patate, melanzane e tabacco. Il primo sintomo dello stolbur sui peperoni è l’ingiallimento generale delle piante. Successivamente, le foglie più vecchie iniziano ad appassire e infine l’intera pianta, compresi i frutti, appassisce e muore. I frutti che si sono formati dopo l’infezione della pianta sono piccoli e solitamente non producono semi. Negli anni estremamente caldi e secchi si possono verificare gravi danni alle colture di peperoni da spezia e da orto.
Maculatura secca dei frutti del peperone
La maculatura secca dei frutti del peperone si manifesta sotto forma di macchie irregolari, di colore marrone chiaro e di dimensioni variabili, sempre situate all’estremità dei frutti. Successivamente, queste macchie si assottigliano assumendo un aspetto pergamenoso oppure evolvono in marciume umido (soprattutto nelle serre a crescita rapida). Spesso su di esse compaiono anche patine fungine, motivo per cui molti coltivatori ritengono che si tratti di una malattia di origine fungina e cercano soluzioni di protezione chimica per le piante colpite. La maculatura secca dei frutti del peperone è tuttavia di origine fisiologica ed è solitamente causata da un'alimentazione squilibrata, da carenza idrica nel periodo di crescita intensiva dei frutti e, soprattutto, dalla sensibilità varietale (le varietà gialle con buccia più sottile sono più sensibili). La malattia si manifesta soprattutto su terreni concimati abbondantemente con azoto e potassio. Questi nutrienti, infatti, ostacolano l’assorbimento del calcio, che pur non mancando nel terreno, diventa comunque inaccessibile alle piante.
Appassimento dei peperoni
Nella pratica, ci imbattiamo più spesso nel marciume da Fusarium o da Sclerotinia dei peperoni. Il marciume da Fusarium (Fusarium oxysporum) è caratterizzato dall’imbrunimento dei fasci vascolari, visibile nell’asta tagliata longitudinalmente. Il fungo penetra nelle piante attraverso le radici, che sono spesso danneggiate da un elevato livello di sostanze nutritive, soprattutto nei terreni concimati abbondantemente con letame proveniente da pollame e altri piccoli animali domestici. L’agente patogeno del marciume fusario persiste nel terreno e può proliferare pericolosamente, soprattutto se i peperoni vengono coltivati per diversi anni nello stesso luogo. L’appassimento da Sclerotinia (Sclerotinia sclerotiorum) è caratterizzato da estese macchie di colore marrone chiaro che avvolgono gli steli delle piante. Successivamente, nei fusti si formano degli sclerozi che, dopo la decomposizione dei tessuti, finiscono nel terreno e per diversi anni costituiscono una fonte di infezione per le colture coltivate in quell’area. Infatti, lo Sclerotinia sclerotiorum, oltre ai peperoni, attacca anche cetrioli, pomodori, carote, prezzemolo, lattuga e altre colture. Mentre il marciume da Sclerotinia nei peperoni si manifesta più frequentemente in ambienti umidi e mal ventilate, il marciume fusario si manifesta soprattutto nelle calde giornate estive, quando i fasci vascolari ostruiti non riescono a trasportare una quantità sufficiente di acqua alle parti aeree delle piante.
Acaro del luppolo
L'acaro del luppolo (Tetranychus telarius) vive sulle foglie di circa 200 specie di piante. Danneggia un gran numero di piante da campo, da serra e da appartamento, ma anche le erbacce, dalle quali può passare alle colture (ad es. luppolo, fagioli, cetrioli). Non appartiene alla classe degli insetti, ma a quella degli aracnidi, con quattro paia di zampe; per questo motivo viene comunemente chiamato anche «ragnietto rosso». È molto piccolo (misura solo 0,2-0,4 mm) e quasi invisibile a occhio nudo. La sua presenza è segnalata da una sottile ragnatela sulle parti delle piante più gravemente infestate. L’apparato digerente è cieco, privo di apertura anale. Secerne filamenti sui quali si muove. Pungono le foglie e ne succhiano la linfa. Sul luppolo, ad esempio, provoca la malattia detta «medenka», in cui le foglie assumono una colorazione bruno-rossastra, appassiscono e cadono. Gli acari del luppolo sono di sesso separato. Dalle uova fecondate si sviluppano le larve, che mutano durante la fase larvale. Durante l’estate l’acaro assume una colorazione verde dovuta al clorofilla assorbita, mentre in autunno diventa rossastro.
Strapka occidentale
Le falene sono insetti piccoli e snelli, lunghi circa 1-3 mm. Hanno due paia di ali strette e incolori, bordate su tutto il perimetro da lunghe frange. Le ali sembrano quindi avere un bordo sfrangiato, da cui deriva anche il nome di questo insetto. A seconda della specie, gli esemplari adulti sono di colore nero o giallo-marrone, ma possono presentare macchie rosse, nere o bianche. Quando vengono disturbati, spesso saltellano via. Le larve sono simili agli adulti, ma sono prive di ali e di colore più chiaro. Le uova delle farfalle sono trasparenti, reniformi e grandi circa 0,3 mm.
La mosca della serra sui peperoni
La mosca bianca della serra (Trialeurodes vaporariorum), meglio conosciuta con il nome comune di mosca bianca, è un pericoloso parassita delle colture orticole in serra, ma anche delle piante da serra e da appartamento. Provoca danni succhiando la linfa delle piante ed emette anche grandi quantità di melata appiccicosa, che costituisce un terreno fertile per diverse specie di coccinelle. Se si toccano le piante infestate, le mosche bianche adulte volano via in massa.
Afidi sui peperoni
Gli afidi sono i parassiti più pericolosi del peperone, soprattutto perché sono in grado di moltiplicarsi in modo catastrofico in breve tempo, provocando l’ingiallimento e la caduta delle foglie. Inoltre, trasmettono anche diverse malattie virali che riducono e compromettono il raccolto. Sui peperoni si riscontrano più frequentemente l'afide del pesco (Myzus persicae) e l'afide del nasturzio (Aphis nasturtii). Questo aspetto è importante soprattutto ai fini della scelta dei prodotti, poiché alcuni di essi sono efficaci solo contro una delle specie citate.
La caduta delle piante in fase di crescita
La caduta delle piantine in fase di germogliazione è spesso causa di insuccesso nella pre-coltivazione di varie specie di ortaggi, ma anche di piante ornamentali. Sebbene vi contribuiscano diversi microrganismi, si tratta di una malattia complessa. La sua insorgenza, infatti, è fortemente influenzata dalle condizioni colturali che i coltivatori riescono a garantire alle piantine in fase di germogliazione, soprattutto in ambiente domestico, e che di fatto favoriscono o, al contrario, indeboliscono la vitalità e la resistenza delle piantine. Il presupposto fondamentale per la coltivazione di successo di giovani piantine di ortaggi o fiori è garantire condizioni il più possibile ottimali, tra cui la maggiore importanza spetta alla luce, alla temperatura e all’acqua, nonché al loro equilibrio reciproco. È inoltre necessario tenere conto delle esigenze delle singole specie di ortaggi e fiori. In ogni caso, cerchiamo di collocare le semine nei punti più luminosi dell’appartamento e di regolare la temperatura della stanza in modo che, in caso di scarsa intensità luminosa, le piante non si allunghino eccessivamente. Occorre prestare attenzione anche all’uso dell’acqua. L’umidità del terriccio va controllata regolarmente: non bisogna lasciarlo seccare completamente, ma non deve nemmeno diventare troppo bagnato. Va inoltre ricordata la necessità di un drenaggio nei vasi di semina, affinché il terriccio sia sufficientemente aerato. Per le semine dovremmo sempre utilizzare terriccio fresco, non troppo ricco di sostanze nutritive, poiché le giovani piante non ne hanno bisogno in grande quantità. Al contrario, la salinizzazione (eccessiva concimazione) del terreno può causare danni alle radici, attraverso le quali i microrganismi del terreno possono facilmente penetrare nelle giovani piantine. Oltre a una cura attenta e completa, possiamo trattare preventivamente le semine di ortaggi e fiori dopo la semina con un'irrigazione a base del preparato Previcur 607 SL. Si applicano 2-5 litri di soluzione per 1 m².
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