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Vite

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1.5. - 31.8., 1.11. - 30.11.Macchine per la potatura della vite
Malattie e parassiti
Acaro della vite
Acaro di colore da giallo-bianco a rosato, con corpo cilindrico, leggermente ristretto verso l’estremità posteriore, dotato di due paia di zampe. La femmina è lunga 0,16 mm, il maschio è più piccolo. Agente causale dell’erinosi della vite. Sulla pagina superiore delle foglie compaiono vesciche vistosamente convesse, di dimensioni e forma variabili, di colore verde o rosso. Sul lato inferiore delle vesciche è presente una tipica peluria «lanosa», di colore biancastro, che in seguito assume tonalità che vanno dal beige al marrone (erineum). In casi eccezionali, l’erineum si forma anche sulla pagina superiore delle foglie e sulle infiorescenze, oppure si verifica un arricciamento delle foglie.
Maculatura nera della vite
Il fungo attacca i rami giovani, le foglie, i grappoli e anche le parti legnose. Alla base dei rami giovani compaiono macchie di colore da marrone scuro a nero, che si allungano e spesso si screpolano longitudinalmente. Sulle foglie compaiono macchie necrotiche di colore da marrone scuro a nero con un bordo verde chiaro. Sul fusto si osservano macchie nere allungate. Sui rami annuali il fungo provoca uno schiarimento o addirittura uno sbiancamento della corteccia. Può essere colpito anche il legno vecchio, compresa la testa e il colletto. Dopo aver rimosso la corteccia, si osserva una colorazione più scura del legno e la presenza di puntini neri. In primavera si verificano infezioni sui rami annuali e sulle foglie. La malattia si diffonde in condizioni di umidità e calore (temperatura ottimale 23 °C). La base della protezione è la prevenzione, soprattutto una buona aerazione del bosco e del margine, nonché una nutrizione ottimale.
Marciume bianco della vite
L'uva può essere infettata soprattutto a partire dall'inizio della maturazione. Gli acini infetti delle varietà bianche assumono una colorazione che va dal bianco latte al marrone chiaro, marciscono e di solito appassiscono rapidamente. È tipico l’odore di aceto degli acini infetti, causato dalla proliferazione e dall’attività dei batteri acetici e dei lieviti. L’infestazione si verifica soprattutto in condizioni climatiche calde (temperatura ottimale 25-30 °C) e umide. Si possono prevedere infestazioni più estese soprattutto in caso di lesioni massicce agli acini seguite da condizioni climatiche calde e umide (grandine, forte presenza di insetti avvolgitori).
Danni alla vite causati dagli agenti atmosferici
Nei mesi estivi il gelo può causare ingenti danni alla vite. Oltre a danneggiare foglie e tralci, i grappoli (fig. 1) e i singoli acini subiscono gravi danni e possono essere colpiti da marciume bianco o botrite (muffa grigia). Pertanto, dopo una grandinata, si raccomanda di trattare le piante danneggiate con fungicidi adeguati (Folpan contro il marciume bianco) non appena si sono asciugate (al più tardi entro 12-18 ore).
Danni alla vite causati dagli erbicidi di crescita
Capita spesso che, durante il trattamento delle colture cerealicole contro le infestanti, l’erbicida applicato finisca per diffondersi nei giardini e nei vigneti vicini. I cereali vengono trattati per lo più con i cosiddetti erbicidi di crescita, che distruggono le infestanti dicotiledoni interferendo con la loro crescita. Le infestanti colpite si contorcono, subiscono un ritardo nella crescita e muoiono gradualmente. Anche alcune colture reagiscono in modo sensibile a questi erbicidi, ad esempio la barbabietola da zucchero, il girasole e, soprattutto, la vite. Le foglie della vite si deformano notevolmente e assumono una forma a ventaglio. Inoltre, presentano una nervatura ispessita e schiarita. In caso di trattamento più intenso, anche le punte dei tralci si contorcono e muoiono.
Macchine per la potatura della vite
Sulla vite possono causare danni tre specie di tignole. Due di queste – la tignola marmorizzata (Lobesia botrana) e la tignola striata (Eupoecilia ambiguella) – danneggiano le infiorescenze, i grappoli e, successivamente, gli acini d’uva; pertanto, nelle zone in cui sono regolarmente presenti, è spesso necessario trattare la vite con prodotti chimici. Entrambe le specie svernano allo stadio di crisalide. Da queste, a partire dalla fine di aprile, nascono le farfalle, che sciamano in massa nel corso del mese di maggio. Dopo l’accoppiamento, le femmine iniziano a deporre le uova. I bruchi appena nati danneggiano i grappoli d’uva e li avvolgono con fili. Qui si impupano e a luglio nascono le farfalle della seconda generazione di entrambe le specie. I bruchi di questa generazione danneggiano gli acini in fase di sviluppo, che spesso marciscono.
Acaridi
Gli acari non appartengono all'ordine degli insetti, bensì a quello degli aracnidi, come dimostrano le quattro paia di zampe e la capacità di tessere ragnatele sulle piante infestate. Essendo molto piccoli (il loro corpo raggiunge una lunghezza di 0,2 - 0,4 mm), sono quasi invisibili a occhio nudo. La loro presenza è segnalata da minuscole macchie argentate, giallo-marroni o bronzo-marroni sulla pagina superiore delle foglie infestate. Sulle piante ornamentali, l’acaro del luppolo (Tetranychus telarius), comunemente chiamato anche ragno rosso, è quello che causa più spesso danni. Oltre alle piante ornamentali, attacca decine di diverse colture da campo, ortaggi, alberi da frutto e sopravvive anche su varie erbacce. In natura sverna allo stadio di femmine fecondate. Nelle condizioni calde e secche delle abitazioni e delle serre si riproduce ininterrottamente durante tutto l’anno.
La ruggine rossa della vite
L'agente patogeno è il fungo ascomicete Pseudopeziza tracheiphila. Colpisce soprattutto le foglie, in casi eccezionali anche le infiorescenze. Sulle foglie delle varietà bianche compaiono macchie di colore da giallo-verde a giallo, mentre su quelle delle varietà blu compaiono macchie rosse, disposte in modo variabile e delimitate dalla venatura. Le macchie si ingrandiscono rapidamente e, partendo dal centro, si necrotizzano e si seccano. Tra il centro seccato della macchia e il tessuto verde sano rimane una striscia evidente di tessuto vivo, di colore giallo-verde o giallo nelle varietà bianche e rosso nelle varietà blu. Questa striscia non compare sui portainnesti né in caso di rapido sviluppo dei sintomi della malattia. Le foglie gravemente colpite si seccano e cadono.
Acarinosi della vite
L'arricciamento (acarinosi) delle foglie della vite è causato da un minuscolo acaro, invisibile a occhio nudo, appartenente alla famiglia degli Acaridi: il Calepitrimerus vitis. La presenza del parassita è indicata da minuscoli fori – i punti in cui il parassita punge – che si individuano facilmente osservando le foglie in controluce. Ancora più evidenti sono però le piante infestate all’interno del vigneto, poiché, rispetto a quelle sane, presentano germogli fortemente rachitici e foglie marcatamente arricciate (da cui il nome del danno). Se l’infestazione si ripete per più anni consecutivi, le piante si indeboliscono, in inverno gelano più facilmente e possono persino morire.
Erinosi della vite
L'erinosi delle foglie della vite è causata da un minuscolo acaro, invisibile a occhio nudo, appartenente alla famiglia degli Eriophyidae – l'Eriophyes vitis – che si nutre succhiando la linfa sulla pagina inferiore delle foglie. I tessuti cutanei irritati reagiscono formando cellule giganti che sembrano dei peli. Queste assomigliano in una certa misura alle patine fungine che la peronospora crea sulla pagina inferiore delle foglie della vite. Mentre nella peronospora sulla superficie superiore di queste macchie compaiono macchie oleose e successivamente marroni, nel caso della «felpatura» le zone colpite sulla superficie superiore si gonfiano e si formano protuberanze grandi alcuni millimetri.
Botrite (muffa grigia) della vite
La botrite (muffa grigia) è, dopo la peronospora e l’oidio, la terza malattia fungina più grave della vite. Colpisce tutte le parti verdi della vite, ma provoca i danni maggiori agli acini in fase di maturazione, che diventano marroni, si raggrinziscono e sono spesso ricoperti da una fitta patina grigia causata dall’agente patogeno: il fungo Botrytis cinerea. Le singole varietà di vite presentano diversi livelli di sensibilità alla malattia. Tra quelle più sensibili figurano, ad esempio, l’uva Buvier, l’uva Dievčie, il Müller-Thurgau, il Neuburger, il Silvaner verde, il Veltliner rosso precoce, il Portoghese blu e lo Svätovavrinecké. La diffusione della botrite è favorita dal tempo piovoso dopo la fioritura della vite e da temperature comprese tra i 18 e i 21 °C, ma anche da qualsiasi danno meccanico agli acini (ad esempio grandine, insetti, screpolature fisiologiche degli acini).
Oidio della vite
Insieme alla peronospora, è la malattia della vite con le maggiori ripercussioni economiche. Colpisce i grappoli, le foglie e i tralci della vite. I danni maggiori si verificano in caso di infezione precoce dei giovani acini, la cui superficie si indurisce, diventa marrone e spesso la buccia si screpola. Sulla superficie degli acini in maturazione si forma una rete di filamenti fungini dell’agente patogeno (Uncinula necator) che si espande a raggiera. Sintomi simili si possono osservare anche sui tralci.
Peronospora della vite
Insieme all’oidio, è la malattia fungina più grave della vite. A differenza dell'oidio, si diffonde in condizioni di tempo piovoso. Le prime infezioni da peronospora possono verificarsi già prima della fioritura o durante la fioritura della vite, quando intere infiorescenze sono ricoperte da una fitta patina del fungo Plasmopara viticola. Sulle foglie della vite la peronospora si manifesta con tipiche macchie oleose. Nei punti in cui si trovano queste macchie, sul rovescio delle foglie è possibile osservare una fitta patina bianca dell’agente patogeno. Le parti colpite delle foglie in seguito diventano marroni e muoiono.
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